Sinergia e diversificazione
Data di aggiornamento: 28/09/2018
La performance negativa di questo mese è stata quasi interamente derivata dalla parte lunga del portafoglio. Il nostro portafoglio corto così come la nostra allocazione in obbligazioni non ha contribuito. Mentre il mercato americano è stato positivo e quello europeo flat per il mese, il mercato egiziano e quello del keniota hanno perso rispettivamente il 9% e il 10%. Questi sono due mercati molto importanti per il fondo. Le vendite sono iniziate aggressivamente a inizio mese e sembrano essere la continuazione del sell-off di altri mercati emergenti partito a inizio anno. Avendo già visto flussi di vendita dall’estero sulla Nigeria ad agosto, avevamo già  iniziato a vendere in nostri stocks meno liquidi in Kenya e in Egitto, ma con il senno di poi avremmo dovuto fare di più.
Inoltre la nostra posizione più grossa in Sud Africa, Aspen Pharma, ha riportato utili deludenti sebbene le indicazioni sulla loro ultima acquisizione fossero più incoraggianti. Abbiamo immediatamente venduto 1/3 della posizione e venduto il resto nel corso dei due giorni successivi, contribuendo molto negativamente alla performance.
Durante il mese di settembre abbiamo incontrato 45 società tra Sud Africa, Egitto, Nigeria e Kenya. La situazione in Egitto è emersa come quella maggiormente positiva. Il paese ha iniziato a implementare riforme difficili e i risultati stanno cominciando ad emergere. Al contrario il Kenya ha un outlook preoccupante. Il governo ha continuato a creare deficit molto ampi negli ultimi anni ed è ora costretto ad aumentare le tasse per portare il deficit dal 7% a sotto il 3%. Questo mese il parlamento ha passato una nuova tassa dell’8% sul carburante, e un 5% di aumento della tassa sui dati mobili (dal 10% al 15%) e un ulteriore 2% di aumento sul trasferimento di denaro (dal 10% al 12%). Altri aumenti delle imposte includono una tassa sullo zucchero e un’iva maggiorata sull’importazione di veicoli. Le tasse sono necessarie ma sarà uno shock per l’economia del paese. Non ci è’ piaciuto neanche quanto abbiamo constatato nel settore immobiliare commerciale dove sono stati costruiti diversi nuovi immobili dedicati ad uffici che raggiungono solo il 40% di occupazione e con torri ancora più grandi che stanno per essere costruite. Abbiamo ridotto la nostra esposizione al Kenya ancora di più al nostro rientro.
Le condizioni di business in Sud Africa sono deteriorate drammaticamente nel corso dell’anno. Si sta ora realizzando che i tentativi del presidente Ramophosa di riformare il paese saranno lenti e che niente di significativo può accadere prima delle elezioni nel 2019. C’è anche una forte incertezza circa la proposta di riforma fondiaria (ANC). Questa deve essere gestita con grande attenzione per evitare conseguenze negative sul settore bancario e sul rating del paese. Considerati i 20 meeting che abbiamo avuto in Sud Africa abbiamo trovato poche idee interessanti per il nostro book long, e invece una maggiore convinzione sulle nostre posizioni short. Ci sono molti buoni business e manager ma per la maggior parte le stime degli utili sono troppo alte e quindi anche le valutazioni.
Dato il difficile scenario in Kenya e Sud Africa abbiamo ridotto l’esposizione gross e net del fondo, il piano è di generare performance con il nostro portafoglio log-short, mentre monitoriamo i dati dal punto di vista bottom up e aspettiamo un miglior entry point per aumentare le esposizioni.