Sinergia e diversificazione
Data di aggiornamento: 30/04/2019
 
Il fondo ha registrato un risultato positivo di +1,10% nel mese di Aprile. Le posizioni lunghe sono salite di +2,53% compensate da un perdita di -1,43% dai nostri corti. I principali contributori alla performance includono le nostre posizioni in obbligazioni del Ghana, Egitto e Nigeria. Le nostre posizioni azionarie in società del settore minerario e energetico come Africa Oil, Kumba Irone Ore e Impala Platinum hanno anch’esse contribuito positivamente alla performance. Il maggior contributore negativo del mese è derivato dai nostri corti in banche e retailers sudafricani. Queste posizioni hanno in realtà contribuito positivamente ytd ma in Aprile sono salite anticipando le elezioni generali del prossimo 8 Maggio. Ci sono speranze che dopo le elezioni il presidente Cyril Ramaphosa acceleri il piano di riforme. Supportiamo il suo lavoro ma capiamo che non ci sono soluzioni immediate e che i miglioramenti saranno lenti.
Durante il mese abbiamo ridotto la nostra  esposizione lunga da 50% a 20%. Abbiamo principalmente ridotto le posizioni in energy e mining. All’inizio dell’anno questi titoli erano ipervenduti e il sentiment era negativo. Dalla fine di Aprile il posizionamento e il sentiment sono migliorati e i prezzi dei titoli sono saliti in modo sostanziale, mentre i fondamentali si sono deteriorati. Siamo preoccupati osservando il prezzo del rame che non è particolarmente forte nonostante lo stimolo cinese e la produzione scarsa da parte di qualche miner primario. La bassa produzione avrebbe dovuto al contrario stimolare il prezzo al rialzo. È inoltre preoccupante che nonostante i persistenti sforzi dell’OPEC le scorte di petrolio non stiano scendendo come atteso. Rimaniamo positivi sui settori africano dell’energia e delle miniere ma abbiamo deciso, per il momento, di prendere profitto.
Continuiamo invece a preferire la nostra esposizione in governativi africani in local currency.  I rendimenti sono interessanti e le valute sono state relativamente stabili. I governativi africani offrono tra i rendimenti più alti al mondo anche dopo l’inflazione. Inoltre c’è un minor coinvolgimento di ETF globali in mercati come i governativi a breve termine nigeriani o egiziani o in emissioni su infrastrutture in Kenya. I governativi a breve termine di questi paesi sono particolarmente liquidi. I principali scambiatori sono le banche locali che investono consistentemente in questi titoli come parte dei loro bilanci. Se ci fosse una più generalizzata riduzione del rischio vorremmo aggiungere anche a Eurobonds africani denominati in dollari. Questo mercato continua a crescere ed ora ha raggiunto i 100 bln $ di emissioni.
Abbiamo avuto un buon inizio d’anno, ma c’è il rischio che i fondamentali rimangano deboli e che l’azionario restituisca un po’ dei guadagni registrati. Se ci fosse un sell-off noi siamo ben posizionati per comprare tatticamente così come abbiamo fatto in Dicembre.