Sinergia e diversificazione
Data di aggiornamento: 31/05/2018
Performance: In maggio, il fondo ha registrato un rendimento pari a +3,45%. Il contributo principale è derivato dal nostro corto strutturale sul reddito fisso Europeo, necessariamente legato alle valutazioni dei governativi tedeschi, su cui vediamo il massimo livello di sovra-valutazione a livello globale nel segmento obbligazionario. Gli spread periferici non sono altro che un derivato a leva sul Bund. I nostri corti in Spagna, Italia e Cipro hanno generato un rendimento di circa il 4% per il fondo. Le nuove formazioni di governo in Spagna e Italia promettono un più ampio programma di espansione fiscale e giustificheranno quindi l’accelerazione del tapering da parte della BCE. Abbiamo preso profitto sulle nostre posizioni dopo il sell-off di fine mese, ma abbiamo mantenuto un piccolo bias corto a fronte del nostro outlook sull’Italia non particolarmente positivo nel medio termine. Considerata l’imminente uscita della BCE, la volatilità sugli spreads è attesa in aumento, e potremmo entrare in una serie di flash crashes sul Bund e sui tassi core europei. Il QE terminerà tra pochi mesi, e gli strumenti che abbiamo oggi per fronteggiare i rischi sistemici sono molto più articolati rispetto a quelli del 2011, con regole e condizioni precise legate ad essi (OMT, ES, BRRD/SRM). Le nostre posizioni su Brexit e mercati emergenti hanno contribuito al resto della performance positiva, principalmente tramite il corto GBP via puts e il corto Turchia con obbligazioni e CDS.
 
Outlook: La crisi politica europea è tornata di grande attualità. Il consiglio europeo, alla fine di giugno, potrebbe rappresentare un momento chiave per molti punti di contenzioso in agenda, a partire dai requisiti per l’esposizione agli NPL sino ad arrivare  alla massima soglia consentita per le allocazioni alle obbligazioni governative. Ci attendiamo pertanto dei mercati volatili nei mesi a venire, ed un approccio tattico sarà fondamentale. Sebbene si sia avvertito un certo rallentamento del momentum economico in Europa all’inizio dell’anno, non ci aspettiamo che la BCE torni ad una politica accomodante, e ci attendiamo un relativo riprezzamento di tutto il mondo obbligazionario. Allo stesso tempo, guardando ai mercati core, la recente compressione dei tassi sembra rappresentare un buon entry point dato il differenziale con i titoli statunitensi ed altri fattori fondamentali. L’andamento del mercato del credito europeo, sarà quindi il segnale principale per determinare il nostro posizionamento tattico.
Infine, crediamo che anche i mercati emergenti possano offrire opportunità di breve termine, dato il protrarsi del trend dollaro che non ci aspettiamo si inverta.