Sinergia e diversificazione
Data di aggiornamento: 30/11/2018
Performance: Il fondo ha reso  +1,45% nel mese di Novembre. I driver principali della nostra performance sono stati 1) +1,8% da posizioni tattiche sulla parte azionaria sia lunghe sia corte sia su mercati sviluppati sia su quelli emergenti; 2) +0,54% dal nostro bias lungo su obbligazioni governative, soprattutto sul Bund tedesco, 3) -0,87% dal nostro bias lungo su USD, che è stato particolarmente difficile a metà mese. Novembre è cominciato con un po’ di sollievo sugli attivi rischiosi, dopo i risultati terribili di Ottobre, ma è durato molto poco a causa di una combinazione di notizie politiche (elezioni di mid-term negli Stati Uniti, Brexit, legge di bilancio italiana) e le preoccupazioni crescenti circa la revisione al ribasso della crescita globale se la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina non verrà chiusa in fretta. La percepita Powell “put” alla fine di Novembre ha permesso uno dei migliori rally settimanali degli ultimi anni sull’S&P, e conferma che la FED aiuterà il presidente a combattere in maniera dura la guerra commerciale con la Cina, se ve ne sarà bisogno. Continuiamo ad avere una rilevante preferenza per le strategie veloci, specialmente su azionario in vari mercati. I mercati azionari e del credito sono stati piuttosto nervosi nello spazio liquido a causa dell’outlook estremamente incerto sulla crescita, con prodotti illiquidi (specialmente nel credito Europeo) molto difficili da scambiare. È stato un buon mese per i governativi sempre per le preoccupazioni sulla crescita, con l’Italia che suggerisce un testacoda sulla legge di bilancio e Powell che ha sorpreso il mercato con un discorso molto accomodante (dovish). 
 
Outlook: Fondamentalmente i mercati sembrano vicini ad un inflection point. Il G20 non risolve i problemi di lungo corso e dovremo affrontare mesi con range molto ampi sugli attivi rischiosi. La FED ha presentato una put “leggera”  sul mercato, e tutti I governativi dei mercati sviluppati hanno guadagnato aggressivamente. L’inversione della curva negli Stati Uniti potrebbe determinare un altro grande sell-off visto che storicamente ha sempre rappresentato un corretto indicatore dell’instabilità di mercato. L’incertezza politica pone un cap ai prezzi degli attivi, e Dicembre sarà un mese particolarmente caldo per l’Europa considerata la votazione su Brexit e la negoziazione italiana sulla legge di bilancio, e come ultimo tail risk un possibile cambiamento ai vertici del potere in Arabia Saudita. Una crescita minore, banche centrali meno aggressive, come atteso qualche mese fa, e l’inflazione vicina i livelli target per via della guerra commerciale, possono portarci al tema della stagflazione che è difficile da gestire con trade strutturali di lungo termine. Un approccio tattico sarà fondamentale, e un potenziale ciclo di liquidazione sui fondi potrebbe distruggere anni di performance per la comunità long only, perciò, come abbiamo sostenuto nelle nostre ultime lettere liquidity/funding/hedging saranno le forze portanti di questo regime di mercato.