Sinergia e diversificazione
Data di aggiornamento: 28/09/2018
Performance: il fondo ha reso +0,02% in settembre. I principali contributori alla nostra performance sono stati 1) la nostra posizione lunga su crediti investment grade Europei e Statunitensi (+0,28%), 2) la nostra posizione lunga su azionario US e Giappone verso una posizione corta, nella prima metà del mese, su azionario emergente (+0,14%), 3) perdite sono derivante dalla componente fixed income in relazione all’improvviso risk off mood innescato dalla sorpresa politica italiana che ha impattato i BTP e il mercato azionario (-0,36%). La politica ha dominato l’andamento delle varie asset class nel corso del mese, per via delle negoziazioni relative alla guerra commerciale, alle notizie sulla legge di bilancio italiana e al rischio di Brexit ancora sul tavolo. Le negoziazioni commerciali sono chiaramente evolute in una guerra di lungo termine con la Cina, con il mercato azionario americano che rimane stabile nonostante la continuata stretta monetaria da parte della FED, e i mercati azionari cinesi (e più ampiamente quelli emergenti), colpiti nella prima parte del mese dal nuovo scenario e poi in recupero, nella seconda parte, per via della moderata risposta da parte delle autorità cinesi. Il rischio Brexit ha raggiunto la fase finale della negoziazione, con il primo ministro britannico che combatte l’Europa (che non può apparire debole considerate le elezioni del prossimo anno) ma anche il suo stesso partito politico in uno scontro per la leadership, creando ancora maggiore incertezza per la sterlina, dove la volatilità implicita è tornata nuovamente ai massimi da inizio anno. La messinscena italiana, d’altro canto, non è ancora finita, ma piuttosto è tornata a dominare i titoli di giornale: “L’Italia sta seriamente provando a combattere con l’Europa e con i mercati”. È da qualche mese che i nostri drivers chiave sono diventati più tattici producendo un maggiore trade turnover, essendo prevalentemente legati ai flussi e a segnali di breve termine di sentiment e tecnici. Abbiamo avuto uno stile di trading simile nel nostro backtest storico alla fine del 2007 e nel 2011.
 
Outlooknonostante le aspettative, settembre è stato complessivamente un buon mese per l’azionario (e per il credito) e un cattivo mese per le obbligazioni governative, se escludiamo l’evento di fine mese legato alla situazione politica italiana. L’annuncio shock da parte dell’Italia, rispetto a cosa attendersi nella prossima legge di bilancio, porterà maggiore incertezza sull’andamento generale degli attivi europei e potrebbe avere implicazioni politiche anche su come verrà gestita Brexit nelle prossime settimane. Il fatto che le nostre strategie quantitative stiano privilegiando trade di breve termine è in linea con il consensus generale secondo cui il mercato non è interessato ai fondamentali e al reale valore, in questo regime, mentre l’agenda politica (e il sentiment prima e dopo gli eventi) detterà il ritmo di mercato nel prossimo futuro. Comunque l’interesse per i fondamentali può riapparire improvvisamente come in tutte le crisi storiche: le valutazioni molto care del mercato azionario US dovranno fare I conti con la politica monetaria restrittiva della FED e il momentum macro diventerà velocemente negativo, l’Europa smetterà di essere la cenerentola degli attivi rischiosi quando la sua agenda politica sarà meno rilevante rispetto agli utili (cosa che crediamo non succederà prima delle elezioni del prossimo anno). La Cina, che ha già sofferto molto quest’anno sull’azionario,  ha ancora molto da offrire in termini di notizie macro per gli investitori per valutare quale sarà il value trade più interessante nei prossimi trimestri. Il nostro stile di trading tattico è costruito per distinguere i grandi macro value trade applicando un solido risk management, di solito questi eventi sono guidati dai fattori che stiamo utilizzando di più in questo momento.