Sinergia e diversificazione
Data di aggiornamento: 30/11/2015
Performance mensile: In novembre la performance di HI Sibilla Macro Fund è stata di -1,59% al netto delle commissioni. Abbiamo in qualche modo sottostimato il potenziale di ripresa del mercato negli USA e nei Paesi Emergenti, partendo dal presupposto che lo S&P avrebbe toccato 2050 nel migliore dei casi. Ci siamo dunque posizionati corti nel momento in cui il mercato ha raggiunto quello che ritenevamo essere il massimo del range e successivamente abbiamo chiuso la posizione con una perdita. Ci aspettavamo anche una migliore performance dalle nostre posizioni valutarie - prevalentemente corte su valute asiatiche - che invece hanno raggiunto il break even a novembre, in quanto il momento di stabilità sulla valuta cinese, unito ad un maggiore focus sull'Euro degli operatori di mercato, ha ostacolato maggiori oscillazioni delle quotazioni. Anche la nostra piccola esposizione lunga su metalli preziosi in azioni ed ETF non è stata soddisfacente: nell'insieme le valutazioni sono tornate vicino ai minimi del range annuale dopo la pubblicazione di dati occupazionali apparentemente forti, accompagnati da una rinnovata fase di debolezza dei metalli preziosi.

Outlook: Riteniamo che il migliore approccio da tenere per i prossimi 3-6 mesi debba essere molto tattico, così come lo è stato per la maggior parte del 2015: molti trade fondamentali di lungo periodo affronteranno momenti di interruzione e/o correzioni violente. In alcuni settori tra i più depressi stiamo cominciando a sperimentare questa tipologia di movimenti, ad esempio sulle commodities, in particolare petrolio e metalli preziosi, e sui Mercati Emergenti azionari e valutari. Guardando le cose in un'ottica diversa - leadership settoriale e stile di investimento - ciò si potrebbe tradurre in una temporanea ma anche rilevante sovraperformance delle azioni value rispetto a quelle growth, così come di quelle cicliche rispetto a quelle difensive. Ci aspettiamo questo tipo di movimenti per due ragioni: 1) le performance e le valutazioni relative dei singoli comparti sono prossime a livelli estremi le une dalle altre; 2) ciò sarebbe in linea con il comportamento storico dei mercati dopo il primo rialzo della FED, soprattutto quando è ampiamente prezzato come nel caso attuale. Di fatto, in mancanza di un immediato e severo rallentamento della crescita globale, gli operatori di mercato cominceranno a posizionarsi per una moderata ripresa mondiale pur in presenza di un ciclo monetario restrittivo della FED; anche perché questo sarà molto lento. Queste aspettative porteranno al raggiungimento di livelli massimi di mercato più rilevanti, che potrebbero essere seguiti da una fase di correzione più lunga e severa nell'ultima parte del 2016: di fatto pensiamo che entreremo in un bear market. Nella fase iniziale di questo grosso cambiamento vediamo diverse opportunità: 1) portafogli lunghi di "commodity currency" e azioni nei settori energia, metalli ed estrazione di metalli; 2) portafogli corti su titoli governativi - US Treasury e Bund futures. Una delle conseguenze di questo rally nelle commodity sarà che le aspettative di inflazione saliranno velocemente unitamente ai rendimenti obbligazionari, così come successo da aprile a giugno di quest'anno, spinti anche da una tipica reazione "post QE"; 3) portafogli corti di titoli growth e difensivi selezionati; 4) posizioni lunghe sulle banche europee che hanno sottoperformato a causa delle aspettative di tassi in ulteriore discesa, nonostante siamo a nostro avviso vicini ai minimi.