Sinergia e diversificazione
Data di aggiornamento: 28/09/2018
Performance mensile: HI Sibilla ha reso -0,8% nel mese. In settembre possiamo soltanto rimproverarci la nostra povera esecuzione visto che avevamo le view e il posizionamento corretto. Ci attendavamo un rally tattico su emergenti e su Europa e un ri-prezzamento del bund tedesco, ma abbiamo tagliato le nostre esposizioni prematuramente per via della volatilità di mercato. L’esecuzione è stato il nostro tallone di Achille già da qualche tempo e siamo determinati a migliorare questo aspetto critico. Conosciamo le ragioni e le soluzioni. In breve, siamo stati troppo prudenti nel nostro posizionamento dopo la perdita del 2016. Siamo stati troppo riluttanti ad implementare le nostre views, che sono state per la gran parte corrette, ma formulate sul mercato in maniera troppo ridotta, o siamo usciti troppo presto, o ancor peggio, siamo usciti con una piccola perdita piuttosto che con un gran guadagno. Prossimamente la costruzione di portafoglio sarà migliorata, assicurando l’implementazione delle view nella giusta misura. Chiuderemo le posizioni al target o quando colpiremo la stop loss. Se il mercato diventerà volatile abbiamo ora un framework più solido che ci consentirà di realizzare il nostro piano. Il nostro processo di investimento oggi è il migliore di sempre - abbiamo lavorato intensamente per migliorarlo negli scorsi due anni e non vediamo l’ora di coglierne i risultati.
 
Outlook: crediamo che in view tattica il mercato possa continuare ad avere un marginale upside, includendo rally di breve durata in aree depresse come i mercati azionari emergenti e europei, e nuovi massimi sul mercato americano. Ad ogni modo il momento in cui “la musica si ferma” si sta avvicinando e diventa più pericoloso provare a prendere questi mini rimbalzi. I tassi di interesse hanno continuato a salire negli Stati Uniti, e il tasso a due anni è ora sopra il 2.8%, rappresentando quindi una solida alternativa risk free rispetto a tutti gli altri asset rischiosi. È più alto di circa 1.5% rispetto all’anno precedente e di 2.3% rispetto a due anni prima, un cambiamento significativo che incentiva un cambiamento di asset allocation. La FED non ha ancora terminato il percorso di rialzi e la sua politica di quantitative tightening. Infatti, entrambe continueranno per un anno almeno o di più, a meno che qualcosa non vada terribilmente storto nell’economica US. C’è stato un significativo slowdown in Cina che persiste ancora oggi e che in gran parte non è derivato dalla guerra commerciale. Non è ancora chiaro se ci potrà essere una ripresa guidata da uno stimolo, considerato che la crescita ha raggiunto i massimi in quasi tutti i mercati sviluppati. La BCE sta tentando di fermare il suo supporto alla periferia (QE) nel momento peggiore possibile, quando i populisti e l’instabile governo italiano vogliono continuare ad aumentare il livello di debito (con il livello di debito già pari a 2000 miliardi di euro e un rapporto con il gdp pari al 130%).
Infine, sta continuando anche se in maniera moderata, una correzione sui semiconduttori e sul settore tecnologico negli Stati Uniti, che sta portando ad un ri-prezzamento dei growth stocks. Raramente è un segnale positivo quando l’area più forte incomincia a indebolirsi. Stiamo solo aspettando che il nostro modello ci confermi di prendere posizione sul lato corto. Siamo neutrali sui bond governativi, in particolare sul decennale americano, visto che anche se i tassi a breve salgono, la crescita sta toccando i massimi. Siamo moderatamente positivi sul dollaro e sui metalli preziosi finché la FED non sarà prossima alla fine del processo di rialzo.