Sinergia e diversificazione
Data di aggiornamento: 30/11/2018
Performance: Sibilla Macro ha reso +3.03% in Novembre. Anche se avremmo potuto fare meglio, siamo ragionevolmente contenti di questo risultato. Il tipo di volatilità che abbiamo visto sul mercato è stata, in qualche modo, meno prevedibile del solito per via degli elevate flussi gestiti dai computers che, senza paura o rimorsi, tendono a inseguire movimenti al rialzo o al ribasso creando movimenti senza precedenti. Abbiamo gradualmente incorporato questo rilevante fattore nei nostri modelli, e di fatto siamo stati in maggiore sintonia con le oscillazioni. Considerando il nostro caso base, ovvero di essere in un periodo di transizione tra un bull e un bear market per gli attivi rischiosi, abbiamo fatto la maggior parte dei soldi comprando sui ribassi con posizioni di grandezza diversa e adatte ai differenti livelli, con l’assunzione di un ampio range – che noi abbiamo identificato tra 2600 e 2800 per l’ S&P500  nel corso del mese . Abbiamo realizzato la maggior parte dei profitti prima del meeting del G20 considerando di essere vicini alla parte alta del nostro intervallo.
 
Outlook: siamo sempre più preoccupati che un rallentamento globale possa materializzarsi prima delle attese. L’unico elemento che non ha confermato un bearish outlook per l’economia è stato il credito US. Le cose hanno cominciato a cambiare durante la seconda metà di Novembre quando gli high yield americani e i leveraged loans hanno iniziato a scendere sotto i minimi del mese di ottobre, e ancora più importante, quando durante l’ultima settimana non sono riusciti a recuperare in maniera consistente. Questa è una delle ragioni per cui siamo andati quasi completamente in cash prima della fine del mese. La curva dei tassi di interesse americani è praticamente piatta in questo momento – e poco lontana dall’essere invertita.  È vero d’altronde che si può argomentare come nel passato la curva sia stata inversa per più di un anno prima di entrare effettivamente in un bear market ma è comunque importante tenere presente  che la curva dei tassi è funzione del ciclo di stretta monetaria da parte della FED. Di solito la FED cominciava a stringere molto prima nel ciclo e finiva ben prima dell’inizio dell’indebolimento dell’economia,  perciò la spinta all’inversione della curva avveniva prima. Questa volta potremmo essere molto più vicini ad un rallentamento di quanto la storia non suggerisca, con l’aggravante che, se questo fosse il caso, significherebbe che la FED avrebbe alzato e applicato il tightening quantitativo all’interno del periodo di slowdown, probabilmente peggiorandolo per i mesi successivi. Ci aspettiamo quanto meno un retest dei minimi di ottobre per l’S&P con forse un ulteriore 3-4% di discesa sotto quei livelli, dopo di che ci sarà spazio per un rally più sostenibile perché la FED sarà forzata a fare un pausa e a fare commenti molto accomodanti, mentre le aspettative sugli utili saranno tagliate abbastanza da essere raggiunte e battute. Crediamo che i governativi americani abbiano toccato il minimo e stiamo cercando un entry point per andare lunghi.